venerdì 31 maggio 2013

"Malascesa", di Erminio Alberti (Samuele Editore 2013, prefazione di Maria Grazia Calandrone)

Il linguaggio dell’Alberti muta naturalmente nei confronti di una certa qualunquista poesia contemporanea, così da indurre ugualmente chi vi si accosta a pensarla, digerirla attraverso figure del tutto nuove. Non rivoluzionarie. Nuove.
(Marco Strano, da ecologiadelverso.wordpress.com)


Chi ha conosciuto almeno un poco la cultura siciliana la fiuta immediatamente, la riconosce a naso, nella mischia irriverente di canto e morte che intride la poesia di Erminio Alberti. Alto e basso, luce e buio a improvvisi, la malinconia profonda di un popolo che incatena a dei fili la tragedia degli eroi dei poemi epici e li manovra, riproducendo il clangore lustrale delle armi,ma stavolta ficcate nelle mani di legno di piccoli fantocci pieni d’oro e colore, colmi di ogni evidenza eppure sempre segreti.Impossessati dalla tradizione e impossessati della tradizione
(Maria Grazia Calandrone, dalla prefazione)

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