venerdì 22 febbraio 2013

Filastrocca Elettorale

Il ragazzo, che non sapeva per chi votare
andò al seggio elettorale,
fece una fila di tre ore
dietro un anziano signore
che si girava a guardarlo male.
Lui si, che sapeva quale simbolo crocettare
senza tante storie da fare,
senza variabili su cui ragionare,
mentre il ragazzo e la sua indecisione
convivevano della dubbia pressione
dell'indifferenza che quel voto poteva dare.

Tanto lo sapeva, non c'era elettore
che avesse corrisposte le sue idee
nelle promesse del governo successore
che sarebbe salito al potere.

Gli venne in mente quando lui e gli altri bambini,
con la scuola, di mattina, andavano a vedere lo spettacolo dei burattini.
Le maschere della commedia dell'arte
ai giorni nostri sono state messe da parte,
ce ne sono di nuove, altre mica tanto
e basta accendere nelle case le televisioni
per seguire appassionati le malefatte di Berlusconi.
Che fine ha fatto Fassino, quel magro spilungone?
Ah, però c'è Bersani con il suo puzzolente sigarone,
Renzi in abito da gran figone.
Bossi boccastorta, che metterebbe al rogo i terroni
ha lasciato posto al jazzista Maroni.
Ordinare una pizza "Fammi una Mari e Monti"
ma portano il piatto vuoto "E' una Mario Monti!"
e han chiesto pure dieci Euro, che birichini,
come il vecchio littore, ora al centro, Fini
in compagnia di quel sopracciglione alla Elio di Casini.
Ma cosa poter fare per fermare il declino?
Beh, serve uno che c'è dentro come Oscar Giannino.
Con la fame che viene con quel poco che si ha in padella
daresti da mangiare allo scioperante Pannella?
Grillini salterini di lusso a Cinque Stelle,
ma... sinceramente cari miei,
sono tutti zebedei che ci rompono le palle.

Il ragazzo confuso dalle mille e ancor più maschere
entrò nella cabina con la matita in carbone
e decide di metterci una croce sopra,
si! Ficcandosi il lapis nella crapa,
tenendo per sempre la cabina occupata.

mercoledì 6 febbraio 2013


Senza titolo
 
 
 
 
Nei varchi

tra i capannoni

un sole monco

sputa scarabocchi di luce

il centro rifiuti

sta al Cipian

nella strada per il canile

dietro la Tuara

dove una volta

ci curavano i tossici

coperta la telecamera

cacciamo elettrodomestici,

odio i soldi che servono

Barbara era caparra

per i debiti del padre

così ha perso la verginità

non perché voleva

prendilo in bocca

sussurravano

anche l'amore

è cosa da ricchi

e tra gli scarti del mondo

nasciamo

tenebre nel buio.